Rosa Maria Martin i Ros e il ricamo nel Medio Evo

San Magno Annuncia il Fantino per la Provaccia
26 febbraio 2018
Corse di Addestramento al Centro Ippico La Stella
27 febbraio 2018
Show all

Rosa Maria Martin i Ros e il ricamo nel Medio Evo

ROSA MARIA MARTIN E IL RICAMO NEL MEDIO EVO

 

Venerdì 23 febbraio, la contrada di Legnarello “in trasferta” presso la più ampia sala della Famiglia Legnanese, ha ospitato la studiosa catalana Rosa Maria Martin i Ros, introdotta da Alessio Francesco Palmieri Marinoni, curatore della rassegna di cultura medievale, che ne ha letto il ricchissimo curriculum professionale e artistico.

La relatrice ha focalizzato l’attenzione della folta platea su quattro importanti manufatti che ci raccontano l’arte del ricamo medievale, nei secoli successivi all’anno mille.

La “stola di San Narciso”, che si trova nella chiesa di Sant Feliu di Girona, col suo motto che vuole la Vergine Maria autrice del lavoro, più probabilmente una badessa del convento di Girona, vissuta alla fine del X secolo. L’opera della

monaca artista rifrange ancora oggi la sua bellezza: con san Lorenzo, il battesimo di Cristo, e l’immagine della Madre di Dio con la veste e l’invocazione “Santa Maria ora pro nobis”.

Ancora dalla Catalogna del secolo XII, i ricami che ci arrivano dalle officine di Girona e da La Seu d’Urgell, lo “Stendardo di san Ot” dalla Cattedrale di Seu d’Urgell (Museu del Disseny, Barcellona) e un paliotto d’altare con Cristo in mandorla nel centro di una croce, la majestas domini, cui fanno ala gli apostoli e i quattro fiumi del Paradiso.

E, quel che per noi legnanesi ha un valore particolare, l’arazzo noto come “della Creazione” (Museo della Cattedrale, Girona), emblema della Commissione Costumi e oggetto di importanti ricerche e studi di Capitan Pier Galimberti, ricamato per il quarantesimo del collegio e richiamato nel libro da lui curato sulla sfilata storica.

Rosa Maria Martin i Ros, che ha legato le opere, le figure mistiche e i personaggi al loro tempo storico e sacro, ha scandagliato i manufatti da diversi punti di vista, ponendo in evidenza tecniche e utensili utilizzati per la fattura di questi ricami che cantano le loro storie incuranti dei secoli passati. Manufatti in cui il filo si intreccia alle lamine, nei “riporti” inseriti nei disegni originali preparati su cartone dal disegnatore seguendo un programma che, tra spirito e materia, ci fa sentire ancora oggi parte di una storia infinita.

Fine serata con le risposte alle richieste “tecniche” delle ricamatrici di Contrada, sempre presenti a questi eventi, insieme alle studentesse del Bernocchi.

A fare gli onori di casa il presidente della Famiglia Legnanese Gianfranco Bononi e Claudio Mezzanzanica, vicepresidente dello stesso sodalizio e presidente dell’omonima fondazione.

Presenti in sala il sindaco Gian Battista Fratus, il Gran Maestro Alberto Oldrini, il Cavaliere del Carroccio Mino Colombo.

Il Gran Priore giallorosso, Alessandro Mengoli, ha ringraziato per l’ospitalità, dando appuntamento al prossimo incontro: venerdì 16 marzo (in contrada) con Cinzia Piglione che ci parlerà di “Furti e testimonianze di un antico tesoro”.