Ricordata in Basilica l’ultima domenica di maggio: una cerimonia sobria ma sentita in onore del Palio e della sua Croce

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Ricordata in Basilica l’ultima domenica di maggio: una cerimonia sobria ma sentita in onore del Palio e della sua Croce

Domenica 31 maggio, santa Messa in Basilica “In onore del Palio” alla presenza della Croce di Ariberto, il paliesco “Crocione” momentaneamente spostato dall’attuale dimora nella chiesa di San Domenico, dove è subito rientrato in attesa di poter riprendere le manifestazioni ufficiali.

 

Una cerimonia tanto sobria quanto sentita, un momento di raccoglimento e di preghiera nella speranza che questa emergenza si concluda al più presto e che si ritorni al calore vissuto delle nostre passioni.

Alla presenza delle autorità civili e militari, del Supremo Magistrato Cristiana Cirelli, del presidente della Famiglia Legnanese Gianfranco Bononi e del Gran Maestro del Collegio dei Capitani Giuseppe La Rocca, col suo vice Andrea Monaci e il Direttivo al completo, il responsabile della Commissione Costumi Alessio Francesco Palmieri Marinoni, la Gran Dama di Grazia Magistrale dell’Oratorio delle Castellane Nicoletta Tognoni. Con le bandiere di Famiglia e Collegio e il gonfalone del Comune di Legnano, le Reggenze di Contrada e i past Gran Maestri e Cavalieri del Carroccio.

Nella sua omelia, Monsignor Cairati ha posto in evidenza, nella ricorrenza di Pentecoste, quanto sia importante lo Spirito, da sempre e ancor più in questi giorni in cui la materialità ci allontana da pensieri più profondi, in cui “magari sappiamo di più degli indici Mibtel, Nasdaq e Dow Jones che delle quotazioni per noi più importanti, come quelle dell’anima e delle sue aspirazioni a qualcosa di più elevato.”

Citando le Scritture, don Angelo ha proseguito l’omelia rapportando le antiche parabole a una contemporaneità che non sa più distinguere quali siano le vere ricchezze e come si debba operare per aiutare chi invece si trova a fare i conti con la povertà e, di fronte a tutto ciò “il peccato principale è quello dell’indifferenza”.

Alla fine del rito, Monsignore ha lasciato il microfono al Gran Maestro del Collegio dei Capitani e delle Contrade del Palio di Legnano. Giuseppe La Rocca, dopo aver ringraziato tutti i presenti, ha esordito affermando che “Legnano celebra da ottantacinque anni il suo Palio e oggi, nonostante la città sia spogliata dei suoi colori e muta dei canti e dei suoni dei contradaioli, grazie a Monsignor Angelo Cairati ci troviamo a ricordare e a testimoniare che il Palio è vivo.”

“Le Contrade sono vive e tutte, indistintamente, si sono prodigate con iniziative a sostegno dei cittadini legnanesi e da chi più ha sofferto gli effetti della pandemia”.

Rifacendosi alla domanda postagli recentemente da una giornalista, che gli chiedeva “per che cosa vorrebbe essere ricordato nel suo ruolo?” il Gran Maestro ha voluto condividere la sua replica: “Dopo un primo momento di disagio ho risposto che prima vorrei che al mio Direttivo e a me fosse dato il modo di ‘poter fare’, per essere ricordati. Ma poi ho preferito dire che vorrei che tutti noi riuscissimo a ritrovare la giusta serenità, che ultimamente in molti abbiamo perso, per uscire da questo torpore insieme, remando tutti nella stessa direzione”.

In conclusione, ai ringraziamenti iniziali ha voluto aggiungerne “uno in particolare alla Contrada San Domenico, per aver accettato di interrompere momentaneamente la custodia della Croce di Ariberto di Intimiano; ai Cerimonieri per il loro indispensabile supporto e alle volontarie del Sole nel Cuore che hanno regolato l’ingresso in Basilica secondo le norme sanitarie”.

E se Monsignore ha detto “Io so già chi vincerà il Palio dell’anno prossimo, ma non ve lo dico!”, il Gran Maestro gli ha fatto eco così: “Anch’io so chi vincerà il prossimo Palio, e ve lo dico: lo vinceremo noi tutti, insieme!”

Infine, il Capitano anziano Antonio De Pascali, ha guidato gli onori dei Capitani delle Contrade alla Croce.