Palio 2018: il Peso sarà firmato da Alessandro Mendini

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Palio 2018: il Peso sarà firmato da Alessandro Mendini

PALIO 2018: IL PESO SARÀ FIRMATO DA ALESSANDRO MENDINI

Il sindaco e supremo magistrato, Gianbattista Fratus: «Scelta per portare alla città l’opera di grandi protagonisti dell’arte e della cultura»

Legnano, 15 marzo 2018 – Il Comitato Palio di Legnano ha dato incarico all’architetto Alessandro Mendini di realizzare il Peso in argento per l’edizione del 2018. Anche in passato il Peso è stato progettato da artisti di rilievo (fra questi, Mimmo Paladino, Ettore Falchi, Ugo Nespolo, Giancarlo Cazzaniga) a simboleggiare un percorso che unisce tradizione, arte e competizione.

«Mendini – commenta il sindaco di Legnano e supremo magistrato del Palio, Gianbattista Fratus – è senza dubbio uno dei padri nobili del design internazionale e un simbolo della storia dell’architettura italiana nel mondo. La scelta conferma l’attenzione da parte della città a reperire uno spazio di dialogo con la cultura e con i grandi protagonisti del nostro tempo. In quest’ottica, anche il Peso diventa significativo per portare fra le contrade questi grandi artisti».

Alberto Oldrini, gran maestro del Collegio dei capitani, ha sottolineato l’importanza della collaborazione «che va in direzione di un ulteriore progetto di interazione fra l’arte e il Palio, già fondamentale nell’opera di studio, conservazione e realizzazione dei vestiti che animano la sfilata storica e che sempre più si pongono all’attenzione degli studiosi, come degli appassionati, quali elementi di prestigio». Gianfranco Bononi, presidente della Famiglia legnanese, trova nell’opera di Mendini «un ottimo spunto creativo che rende il Peso un vero oggetto di design» prospettando per il futuro «di continuare su questa linea di coinvolgimento dei grandi artisti per rendere il Palio di Legnano ancora più suggestivo e aperto a tutte le forme di dibattito culturale».

 

Il prossimo 12 aprile, alla Triennale di Milano, sarà dedicata una grande mostra alle architetture “policrome” dell’Atelier Mendini. A questa esposizione seguiranno altri omaggi internazionali, come quello di Città del Messico nell’ottobre 2018, della Fondazione Nivola, in Sardegna, nello stesso periodo, quindi l’importante retrospettiva in Olanda del Groninger Museum, di cui Mendini fu progettista, e del Museo di Seoul, Corea, la prossima estate.

 

Alessandro Mendini

Sviluppando un personale e distintivo percorso che abbraccia design, architettura e arte da oltre quarant’anni, Alessandro Mendini (1931) si annovera tra i principali progettisti, designer e critici del panorama italiano. La sua attività spazia dalla realizzazione di oggetti, mobili, ambienti, pitture, installazioni, architetture, e comprende anche un notevole lavoro teorico, sia con il celebre Studio Alchimia che col fratello Francesco, architetto, con cui ha fondato l’Atelier Mendini (1989).

La definizione di alcuni concetti teorici su fenomeni e movimenti storici del design (tra cui il “design postmoderno” e il “re-design”), sono legati al nome di Mendini, il cui contributo fin dagli anni Settanta è stato determinante per la loro espressione e analisi critica.

È stato direttore di Casabella (1970-1976) e Domus (1980-1985 e 2010-2011) e fondatore delle riviste Modo (1977) e Ollo (1988).

Mendini ha svolto attività di collaborazione con rinomati marchi internazionali, tra i quali Alessi, Bisazza, Cartier, Hermés, Philips, Swatch, Venini, ideando collezioni di casalinghi, oggetti e mobili.

Tra le sue molteplici progettazioni, in Italia ricordiamo le Fabbriche Alessi a Omegna; il centro natatorio con piscina olimpionica a Trieste; il restauro della Villa Comunale e la realizzazione di tre stazioni della metropolitana a Napoli; il Byblos Art Hotel-Villa Amistà a Verona; gli uffici di Trend Group a Vicenza; la riqualificazione urbanistica dell’area industriale nel quartiere Bovisa a Milano; la risistemazione e l’arredo urbano della passeggiata a mare di Catanzaro; il complesso polifunzionale di via della Bicchieraia (tra cui il Teatro Comunale Aretino) ad Arezzo.

Oltre confine, la Torre Paradiso ad Hiroshima in Giappone; il Museo di Groningen in Olanda; un quartiere a Lugano in Svizzera; il palazzo per gli uffici Madsack ad Hannover e un palazzo Commerciale a Lörrach in Germania, oltre a molti edifici in Europa, in USA, in Asia.

In Corea, dove svolge consulenza urbanistica in varie città, Mendini ha progettato ad Incheon il quartiere della Nuova Fiera (2007) e la nuova sede della Triennale di Milano (2009).

Oltre agli aspetti legati all’architettura, al suo attivo anche collezioni di mobili e oggetti, tra cui spicca la celebre Poltrona di Proust (1978), e ancora allestimenti e redesign, a dimostrazione di un’attività poliedrica, di un pensiero progettuale libero e trasversale rispetto alle singole discipline.

Tra i numerosi riconoscimenti, il Compasso d’Oro per il Design (1979 e 1981) e il titolo di “Chevalier des Arts et des Lettres” in Francia. Mendini ha inoltre ricevuto l’onorificenza dell’Architectural League di New York, la Laurea Honoris Causa al Politecnico di Milano e all’Ecole normale supérieure de Cachan  in Francia.

Col fratello Francesco, l’Atelier Mendini, ha ricevuto la Medaglia d’oro all’architettura italiana 2003 alla Triennale di Milano per il progetto della Metropolitana di Napoli e il Villegiature Awards 2006 a Parigi per il Byblos Art Hotel di Verona.