Nell’anniversario della sua scomparsa, un ricordo di Gianfranco Ferrè

Auguri a Pier Luigi Pizzi per il suo 90° compleanno!
15 Giugno 2020
Assemblea Straordinaria 25 giugno 2020
26 Giugno 2020
Mostra tutti

Nell’anniversario della sua scomparsa, un ricordo di Gianfranco Ferrè

Uno stilista di fama mondiale, un legnanese innamorato del Palio
Gianfranco Ferré (Legnano, 15 agosto 1944 – Milano, 17 giugno 2007)

Il 17 giugno 2007 ci lasciava Gianfranco Ferré: legnanese, stilista immenso, tra i più eccelsi esponenti del Made in Italy, definito “l’architetto della moda”, fu il primo italiano ad assumere nel 1989 la direzione artistica della Maison Christian Dior.
Ferré fu sempre vicino e attento al Palio di Legnano.
Già alla fine degli Anni Ottanta realizzò degli splendidi tailleurs per le Hostess del Palio, oggi conservati presso l’Archivio della Commissione Permanente dei Costumi del Palio di Legnano. Ancora negli Anni Novanta sarà, assieme a Missoni e ad altri stilisti e costumisti teatrali, membro della giuria per l’assegnazione del Premio migliore sfilata – Premio miglior abito del Palio di Legnano.

Riportiamo qui di seguito un suo pensiero gentilmente donatoci dalla Fondazione che ne porta il nome.

Palio di Legnano
“Con la nostra città, la mia città, conservo un rapporto assolutamente vivo, diretto, realmente quotidiano e ciò mi permette, tra l’altro, di sapere quanto lavoro e quanto impegno vengono richiesti a chi si occupa del Palio di Legnano. È un lavoro costante di ricerca, di documentazione, di applicazione di tecniche raffinate e di altissima specializzazione. È un lavoro di consapevolezza e di conoscenza, indispensabile alla qualità dei risultati e all’innalzamento costante degli standard di bellezza e di pregio che caratterizzano i costumi, con la loro assoluta rispondenza ai modelli di riferimento.
In questo senso, ritengo che proporre al pubblico questi costumi costituisca una formidabile operazione di cultura, in virtù del fatto che, come dicevo, essi sono il risultato di una documentazione approfondita, nonché di una messa in pratica di tecniche di particolare abilità.
Il mio lavoro, creare abiti per il presente, ha ovviamente obiettivi diversi rispetto a quelli di chi si occupa della storia del costume. La moda deve pensare e agire “in progress”, elaborare oggi risposte e soluzioni a desideri ed esigenze che diventeranno reali almeno una stagione dopo.
Tuttavia, posso garantire che anche nel mio lavoro – o quantomeno nel mio modo di “sentirlo” e compierlo – la documentazione, la ricerca, lo studio appassionato delle forme di eleganza che hanno caratterizzato il passato sono indispensabili. Non si costruisce il nuovo, non si inventa nulla senza la consapevolezza di ciò che è stato, senza la consapevolezza dei traguardi raggiunti, dei perché storici, sociali, culturali ed estetici di certe fogge e di certe forme.
Esattamente in quest’ottica voglio formulare e riassumere la mia opinione su questo affascinante argomento. I costumi del Palio di Legnano, rimandano a un passato lontano, lontanissimo. Ma è un passato che è nostro, che fa parte delle nostre radici, della nostra cultura, nel senso più nobile e impegnativo del termine. Di fatto, sono ‘oggetti’ di ieri che vivono nell’oggi. E che forse aiutano un po’ a guardare con serenità e consapevolezza al futuro…”

© Fondazione Gianfranco Ferré – Tutti i diritti riservati