I Mantelli del Palio Tra Storia e Futuro

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I Mantelli del Palio Tra Storia e Futuro

I MANTELLI DEL PALIO TRA STORIA E FUTURO

 

Prima serata di educazione (e cultura) paliesca per il 2018, organizzata dal Collegio alla sala Pagani del Leone da Perego per raccontare e far conoscere meglio l’importanza di quel che i mantelli rappresentano nel nostro Palio.

Dopo i saluti del Gran Maestro Alberto Oldrini, Donata Colombo e Mietta Favari hanno chiesto agli ospiti di raccontare storia e importanza delle loro cariche, ponendo loro domande mirate.

A rispondere, tra ricordi e aneddoti, storie e progetti vecchi e nuovi, importanti personalità che nel corso degli anni hanno consentito la continuità e lo sviluppo della nostra manifestazione, proiettandola in un futuro che, a detta di tutti, vuol dire trasmetterne i valori ai giovani. Per l’amministrazione comunale Mauro Potestio, che “grazie agli importanti finanziamenti di istituti di credito locali e nazionali” ha forse potuto dare la spinta maggiore per il passaggio del Palio dalla dimensione cittadina a quella nazionale, cominciando ad allargare la manifestazione dall’ultima domenica a tutto il mese di maggio. Lo stesso obiettivo che ha ispirato Maurizio Cozzi nei suoi anni di reggenza, inevitabilmente proiettati nell’oggi in quanto vicesindaco.

Gigi Poretti, Norberto Albertalli e Marco Ciapparelli, dal punto di vista delle Contrade e del loro consesso, si sono soffermati ognuno su idee e progetti sviluppati nei rispettivi mandati, con lo sguardo sempre rivolto all’attualità e alla necessità di far conoscere, e trasmettere, i valori palieschi alla gioventù, che deve essere messa nelle condizioni di assumersi responsabilità e impegni certo più onerosi della sola presenza in maniero e dell’entusiasmo per la corsa.

C’è da dire a questi proposito che tutti gli intervenuti, nessuno escluso, all’indubbio “peso” del mantello hanno associato il piacere di averlo potuto indossare, coniugando gli aspetti più strettamente legati alla manifestazione col momento storico (sociale e politico) di quegli anni.

Per la Famiglia Legnanese, sia Pietro Cozzi che Gianfranco Bononi hanno voluto prima di tutto rendere omaggio a Luigi Caironi, che per più di vent’anni si è mosso a tutti i livelli e con grande energia per “far uscire il Palio dalla cinta daziaria”. Cozzi ha raccontato gli anni in cui la Famiglia ridiede vita a quella che si chiamava allora “Sagra del Carroccio” e Bononi ha proiettato il sodalizio nell’oggi col costante impegno a sostenere il Palio e tutte le iniziative che concorrono a renderlo più bello e conosciuto, anche con lo strumento di una Fondazione, tema ripreso anche in altri interventi, in grado di prendere scelte in autonomia e dotata delle risorse necessarie.

A fine serata è arrivato anche il sindaco Gianbattista Fratus (di ritorno da Roma per un importante incontro sul destino della Franco Tosi) che, pur non avendo ancora indossato il manto di Supremo Magistrato “non vede l’ora di averlo sulle spalle”, onorato di rivestire una carica così importante per una manifestazione per cui occorre lavorare insieme perché riguarda tutta la città.

In tutti gli interventi è aleggiata l’annosa questione della location della sfilata: da Potestio – che con il regista di Rai2 venuto a riprenderla si sentì dire che “non poteva allargare il campo delle riprese aldilà del verde del campo sportivo perché intorno non c’era niente di bello da far vedere” – a Ciapparelli che preferisce il termine “campo” a quello di “arena” a Oldrini che ha concluso la serata dicendo che “non importa come lo chiamiamo o se lo faremo dietro al castello o nel vicino parcheggio, l’importante è che se ne parli, e che l’idea di dare al palio la giusta scenografia sia nell’agenda dei cittadini e di chi li amministra”.