A SAN DOMENICO IL PALIO 2019: vince Antonio Siri su Odi et Amo

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A SAN DOMENICO IL PALIO 2019: vince Antonio Siri su Odi et Amo

A SAN DOMENICO IL PALIO 2019: vince Antonio Siri su Odi et Amo

 

Un altro Palio baciato dal sole, un’altra corsa di passione ad elevata qualità, così come la sfilata, in cui abbiamo potuto vedere più di cinquanta novità tra abiti, gioielli e oggetti vari, fedelmente ricostruiti nell’attenzione al periodo storico di riferimento.
Una battaglia, quella del lontano 1176, rievocata con lo “stile” legnanese che fa di questa manifestazione il fiore all’occhiello della città, grazie all’impegno collettivo di cittadini e contradaioli, Contrade e Collegio, Famiglia Legnanese e Amministrazione Comunale, quest’anno rappresentata per la prima volta, col manto di Supremo Magistrato, da una donna, il commissario prefettizio Cristiana Cirelli.

Si comincia alle sedici in punto, con la sfilata annunciata dalle note della Banda del Comune, seguita dai fanti del Carroccio e dal gonfalone di Legnano e dei Comuni della Lega Lombarda, poi quelli del Collegio dei Capitani, della Famiglia Legnanese, del Cavaliere del Carroccio.

Ingresso al campo del sontuoso corteo storico e onori al Carroccio prima della carica della Compagnia della Morte, guidata dal “nuovo” Alberto da Giussano, Federico Vismara.

Nel giorno della Festa della Repubblica, non poteva mancare il canto dell’Inno Nazionale, intonato dalle voci del coro Paganini con i ragazzi delle scuole Barbara Melzi.

Dopo l’estrazione delle batterie, alle diciotto in punto entrano i partecipanti alla prima tenzone: Legnarello (Giovanni Atzeni su Bam Bam), Sant’Ambrogio (Giuseppe Zedde su Giocoliere), San Bernardino (Simone Mereu su Ohana) e San Domenico (Antonio Siri su Odi et Amo). Un paio di false partenze prima della buona che vede in testa Legnarello tallonato da San Bernardino, seguiti da San Domenico e Sant’Ambrogio, i contradaioli del Ponte sperano ma purtroppo finiranno quarti, dietro a Sant’Ambrogio, dopo il recupero dei biancoverdi che agguantano il primo posto superando anche i giallorossi.

Giusto un’ora dopo, è il momento della seconda batteria, che vede al canapo La Flora (Gavino Sanna su Escobar), San Magno (Carlo Sanna su Le Freak), Sant’Erasmo (Dino Pes su Habanero) e San Martino (Silvano Mulas su Cleto)

Qui la mossa è più movimentata (con la caduta, fortunatamente senza conseguenze, del fantino del corvo), dopo quattro false, la partenza buona sarà infatti alle diciannove e trenta con La Flora al comando, seguita da San Magno, San Martino e Sant’Erasmo, coppia di testa confermata all’arrivo, con Sant’Erasmo che in recupero lascia a San Martino la quarta piazza.

Si presentano così alla finale: San Magno, Legnarello, Flora e San Domenico, che poco prima delle ventuno (dopo tre false) partono per un’emozionantissima corsa, che vede Legnarello avanti e i tre dietro praticamente appaiati. La Flora sembra avere maggiori possibilità di recupero quando si attacca a Legnarello ma è San Domenico la rivelazione della giornata. Il portacolori biancoverde infatti, partendo ancora da dietro riesce a infilarsi allo steccato e a distaccare gli inseguitori con San Magno fuori dai giochi, tra il tripudio dei sostenitori della Contrada delle Frasche.

E Capitan Bondioli torna in Contrada ancora una volta da vincitore.

Foto di Francesco Morello